La conoscenza è potere: Francesco Bacone 1561-1626, il metodo induttivo di Aristotele non basta più alla scienza

umbrianoir

La scienza decolla solo nel 1700 ma la rincorsa viene presa nel seicento con alcuni personaggi illustri per citare solo Keplero e Galileo e Newton per esempio. Persino il prototipo di metodo scientifico viene testato per la prima volta con l’empirismo di Francesco Bacone nello stesso secolo decadente che fa da ponte tra vecchio e nuovo, tra medioevo ed età nuova. C’è da dire che ai tempi la conoscenza che era potere si cercava di non condividerla, ancora oggi lo è parzialmente, ma ai tempi i favori e le commissioni che si potevano ottenere ostentando conoscenze inedite fruttavano ben più che la semplice e mera sopravvivenza. Non é un mistero ad esempio che il famoso canocchiale di Galileo richiestissimo non era un cimelio che lo stesso inventore era disposto a far girare per i sovrani di Europa, non a caso Galileo riuscì a ottenere dei vantaggi grazie alle sue conoscenze e scoperte con i suoi Medici. Con il seicento la conoscenza scientifica si costruisce su se stessa, in maniera cumulativa, scoprendo leggi nuove e permettendo nuove invenzioni che risolvono i problemi. La conoscenza scientifica permette alle persone di fare cose che altrimenti la maggior parte delle persone non potrebbero fare, da qui a coniare il facile assunto baconiano ma non solo la conoscenza è potere è un attimo. Fino a Bacone la scienza era viaggiata grazie all’ osservazione e al ragionamento induttivo di Aristotele, intorno al 1200 gli studiosi inglesi Grossatesta e Ruggero Bacone avevano introdotto la sperimentazione all’ approccio induttivo di Aristotele. Dopo Bacone assistiamo a una dura critica del metodo razionalista induttivo di Aristotele ad opera di David Hume nel 1739. Nel 1843 con Stuart Mill abbiamo un completamento delle scienze logiche deduttive e induttive con un famoso trattato che divenne un punto di riferimento per il metodo scientifico. Il metodo induttivo Induzione, portare dentro, chiamare a sè, trarre a sè è un procedimento aristotelico che partendo dall’ osservazione di piccoli casi o effetti particolari tenta di risalire alla causa-matrice del fenomeno, definendo una legge universale. Nel metodo deduttivo invece si ha l’inverso, ossia lo scienziato parte dall’ osservazione delle regole generali per arrivare a definire delle leggi consequenziali congruenti. Era chiaro che il metodo proposto da Aristotele andava implemetato con nuove prospettive di sviluppo per la scienza. Partendo dall’ esperienza sensoriale noi abbiamo una conoscenza che è conseguenza della sperimentazione del sentire. Come sappiamo solo con lo sgretolarsi bigotto delle imposizioni ecclesiastiche tipiche del medio evo e finalizzate a boicottare tutte le critiche verso le tesi e il sistema di credenza biblico da parte di temerari contestatori, iniziamo a liberare un pensiero critico scientifico, liberato dai dogmni imposti, anche se con l’inquisizione seicentesca si continuerà a persistere nel ripetere gli stessi errori-orrori (morte di Bruo per esempio). La rivoluzione scientifica quindi si preannuncia con personaggi come Copernico per esempio, per proseguire con tutta una serie di nomi illustri tra cui anche il perseguitato Galileo. Bacone pur rispettando i punti di vista ecclesiastici, suggerì di disgiungere la religione dalla scienza per migliorare la vita delle persone dal punto di vista pratico. La scienza migliora le condizioni di vita degli esseri umani. Per conquistare la conoscenza però è necessario liberarsi di filtri che deformano il punto di vista oggettivo del funumbrianoirzionamento della realtà: gli interessi personali ad esempio offuscano le menti (gli idoli del mercato). Inoltre l’uomo di scoperta deve essere in grado di andare oltre i dogmi e superare limiti imposti e precostituiti. Contrariamente ad Aristotele Bacone passa a formulare l’importanza delle leggi generali senza arrivare a conclusioni affrettate del tipo “se tutti i metalli si espandono con il calore allora il calore farà espandere tutti i metalli”. Propone invece un approccio sulla verifica dei modelli negativi per arrivare a delle certezze inconfutabili per esempio cercare la risposta alla domanda quali metalli non si espandono con il calore nello specifico? La prova di gran lunga migliore è sicuramente l’esperienza! Da notare che nel 1934 Karl Popper, mettendo al centro del metodo scientifico la falsificazione, boccia definitivamente l’induzione aristotelica. Già con le osservazioni astronomiche di Tito Brahe vissuto periodo 1546-1601, si capì che la religione da quel momento in poi avrebbe vissuto un lento, inevitabile declino che perdura sino ai giorni nostri. E’ la scienza la chiave per perseguire la conoscenza, non la religione. Bacone è da considerare un filosofo e giurista, ci ha lasciato diverse opere come i saggi del 1597, 1605 sull’ avanzamento del sapere, 1620 novum organum e la nuova atlantide del 1624. Tecnicamene ebbe una vita durissima condizionata fortemente dal materialismo cupo dell’ epoca. Nasce a Londra nel 1561, viene istruito privatamente e 12 anni viene spedito al trinity college per acquisire una formazione di avvocato, professione che non gli piaceva a cui preferì quella di diplomatico in Francia. A causa della morte del padre avvenuta nel 1579, lo lasciò povero costringendolo a esercitare la vecchia professione legale. Fu eletto nel 1584 nel parlamento inglese ma la sua carriera non decollo fino all’ avvento di Giacomo I, nel 1603. Subì una condanna per concussione dopodiché si dedico a portare avanti i suoi studi personali fino alla morte avvvenuta per una bronchite nel 1626, causata da esperimenti legata al congelamento dei cibi tramite neve. La nostra memoria ci riconsegnerà sicuramente l’operato del nome della rosa in cui Guglielmo da Baskerville si diverte a mostrare portentose invenzioni impregnate di filosofia baconiana al giovane novizio Adso da Melkl, ribadendo l’importanza dell’ osssrvazione sensoriale naturale come punto di partenza per arrivare a formulare precise congetture circostanziate e credibili (vedere l’esempio iniziale di Brunello in cui il Sean Connely cinematografico arriva a materializzare un cavallo mai visto a disperati monaci alla sua ricerca, indicando loro la direzione in cui trovarlo).

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