Come sei messo con la Keyword Popularity?

seo specialist umbria

Web developer Umbria e la popolarità delle parole chiave, passando per le competenze di https://www.farwebdesign.com/webdeveloperumbria/web-developer-umbria.html : quale è il comportamento degli utenti di fronte a Internet? Quali chiavi diverse digitano per cercare i risultati? Pensiamo alle ricerche per ricerche carrozze ferroviarie, che cosa mai potrà cercare l’utente? Industria ferroviaria? Carrozze ferroviarie o produzione di carrozze ferroviarie? Occorre sapere quali sono le keywords più ricercate per un imprenditore o un fornitore che vuole allunare sul sito web di una industria di carrozze ferroviarie. Che target deve avere un sito chiede Faraoni Enrico, https://www.farwebdesign.com/faraoni-enrico/faraoni-enrico.html ? Chi ci alluna? Come ci alluna? Le risposte ricoprono l’area di competenza di un professionista seo che deve preoccuparsi non solo di ricercare le key più abusate, ma anche quelle mono di nicchia che potrebbero ottenere risultati nelle SERP. Si parla in questo caso di bacino di utenza e di identificare la provenienza di un contatto, come ci è arrivato per aiutarlo a ritornarci. Se voglio posizionare una azienda che si occupa di muratura e rivestimenti avrebbe poco senso concentrare il focus su una key come vernici per rivestimento che magari come grimaldello rimanda più al lavoro di un decoratore piuttosto che a quello di un muratore. Le informazioni ricercate devono essere coerenti. La pertinenza e un marketing mirato sono vitali per il sucesso di una campagna SEO, soprattutto per la scelta delle giuste keywords e i giusti contenuti da proporre. Ricordiamoci che l’utente ha una esigenza che va soddisfatta e il nostro compito è quello di offrire la soluzione di un problema identificando le giuste keywords per convogliare il traffico. E’ qui che subentra il famoso tasso di conversione o ROI, return of investiment, per indicare il valore percentuale di utenti che riusciamo ad attrarre verso il sito web attraverso una opportuna strategia seo, Ricordiamoci, suggerisce digital strategist umbria o anche https://www.farwebdesign.com/digitalstrategistumbria/digital-strategist-umbria.html , che il risultato finale passa attraverso varie fasi, una fase in cui ricerchiamo le parole chiave dei nostri concorrenti e cerchiamo di concentrarci invece su quelle che più si sintonizzano per il nostro sito; una fase in cui si snocciola un brainstorming creativo per estrapolare quelle keyword che più sono performanti per noi. L’analisi dei file di log e le rivelazioni statistiche poi parlano meglio di mille congetture: perchè siamo in grado di replicare quello che funziona come funnel di vendita (che sia il brand o prodotto servizio). Le parole chiave poi possono essere divise in varie categorie, short tail, long tail, specifiche e focalizzate che sono quelle corte e settoriali, focalizzate al target dell’ attività che portano traffico ridotto ma di qualità. Le short tail keyword sono quelle che relativamente a occhiali recitano solo occhiali mentre la coda lunga riguarda espressioni come occhiali da sole, occhiali da riposo, occhiali con lenti progressive etc. Immaginiamo uno store che vende download di script e chi si possa arrivare con una coda lunga tipo script free download. Web design Umbria fa notare seguendo le linee guida di https://www.farwebdesign.com/webdesignumbria/web-design-umbria.html che questi siti vogliono massimizzare le vendite a pochi leads con il pay pal, analogamente a quello che succede sullo store di Itunes dove lo scopo è vendere canzoni sconosciute a un ampio numero di utenti. Si parla di ampiezza della curva nei risultati che può superare anche la coda corta, del resto Pareto parla chiaro, con il suo ottanta-venti. IL concetto è che non sempre il brand conosciuto vende di più a volte una coda lunga produce risultati maggiori su prodotti inferiori tra virgolette a cui si accede digitando una coda lunga. La competitività delle keyword long tail è minore perchè generano bassi volumi di accessi. Però in una analisi complessiva più long tail keyword possono generare un traffico maggiore relativamente alle conversioni. Il nuovo poi c’è sempre e l’imprevedibilità dell’utente che cerca cose nuove usando espressioni nuove ammonta secondo le statistiche a un quindici per cento. Del resto se cerco imbianchino avrò un risultato inferiore rispetto a chi ha bisogno di un imbianchino al centro di Parma, le voci generiche sono a doppio taglio e diventano controproducenti, se il problema è circoscritto a una località specifica. Esistono numerosi siti che offrono servizi per operare analisi di questo tipo sulla coda lunga, tipo https://www.hittail.com/ per esempio o il più famoso https://analytics.google.com . E con questo passiamo al problema delle misurazioni delle metriche e all’uso degli strumenti appropriati per arrivare a fare diagnosi corrette come dottori del web. Tutto sta nello scegliere la keyword corretta che porta traffico al nostro sito. Del resto entrare in competizione con keyword molto abusate che hanno un alto volume di ricerca non sembra saggio dal punto di vista pratico e una strategia basata invece su una key meno sfruttata potrebbe generare risultati migliori. Lo strumento AdWords ci mette a disposizione una analisi centrata sol volume di traffico degli utenti-clienti che digitano le key per i settori corrispondenti (quindi parliamo di inserzionisti di Google e questo è limitante). Anche Google Insights per vedere il comportamento degli utenti ci può aiutare, per individuare trend di tendenza, individuare le chiavi più usate, visualizzare le nuove chiavi di ricerca emergenti, visualizzare quelle key più usate per un certo tipo di argomento, fare il matching in determinati periodi di tempo, individuare le aree geografiche segnate da certe chiavi etc, https://trends.google.it/trends/?geo=IT . Posso impostare l’area geografica e impostare una chiave tipo vendita, in questo modo posso fare comparazioni per avere un quadro generale e arrivare a definire il nostro piano di azione seo. Fu il primo software online per la ricerca della parola chiave (1999) ed è considerato il più grande suggeritore a livello mondiale: https://www.wordtracker.com/ , problemi a individuare frasi rilevanti per il tuo sito web, brand o servizio? Di tools che misurano, sezionano, scompongono, tritano e sfornano statistiche e report è piena la rete: https://seranking.com/ultimate-seo-tools.html per non parlare delle estensioni per i vari browser che supportano ogni tipo di plug-in come per esempio https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/kgen/ per Firefox. Poi esistono strumenti per estrapolare i meta tag title e le description dalle pagine web come https://www.abakus-internet-marketing.de/wissen/seo-tools/abakus-topword-v-1 per l’analisi delle meta keyword, poi esistono degli strumenti che informano sull’ autocompletamento dell’ utente come https://keywordtool.io/google , dei glossary come https://www.metaglossary.com/ che consentono di trovare varianti innovative ai termini più ricercati, dei tools che estrapolano le prime 50 parole chiave sui topic di categoria e tanti altri strumenti per la ricerca ottimale della parola chiave più performante, anche se ovviamente si tenta di spingere verso servizi a pagamento. Poi possiamo avere a disposizione in rete strumenti come https://neilpatel.com/ubersuggest/ che sfruttano il motore Google suggest per fornire un elenco di parole chiave correlate tra loro. In generale per la ricerca delle keyword l’utente a disposizione un ampio ventagliod i possibilità. Esiste anche un indice di efficienza delle keyword denominato KEI, Keyword Effectiveness Index, che misura la possibilità statistica di avere successo per una determinata keyword. Tutto si basa sul numero dei competitor coinvolti e il numero di richiesta degli utenti per quella determinata keyword. Si calcola attraverso una formula matematica. Come dicono gli esperti e reciterebbe qualsiasi manuale sull’ argomento, il KEI è vincolato dagli indici di popolarità e competition utilizzati, che possono assumere valori differenti in base agli strumenti utilizzati. Del resto seo specialist Umbria fa notare tramite https://www.farwebdesign.com/seospecialistumbria/seo-specialist-umbria.html che esiste anche il KAI, l’indice approssimativo della chiave che ci consente di arrivare all’efficacia della keywords in modalità artigianale attraverso la famosa formula del KEI. Particolare attenzione va prestata anche alla KEY DENSITY, cinque parole all’interno di un testo di duecento parole equivalgono a una densità di 2,5 per cento che per uno spider non è particolarmente rilevante. Per contro non bisogna esagerare in ridondanza per non incorrere invece in penalizzazione. Attenzione quindi al KEYWORD STUFFING, l’abuso delle parole chiave in un post, la giusta dose di key in un testo aiuta e può risultare un fattore vincente, ma è l’alchimia generale data da un inseme di fattori che determina il successo di un posizionamento, fattori come la congruenza, la pertinenza, la rilevanza, il sex appeal con l’utente, usabilità e fruizione sono parametri fondamentali per la seo. In rete poi basta poi ricercare in unsearch engine espressioni come “calcolare la key density”, per trovare gli strumenti che fanno al caso nostro, come per esempio la suite “https://www.ranks.nl”, che ci consente di calcolare anche le keyword di prossimità, ossia quali parole sono associate a un criterio di ricerca, questo ci consente di arrivare a combinare la nostra keyword ideale: se cercando informazioni sul mirtillo saltano fuori siti web che usano succo di mirtillo e mirtillo italiano ela parola italiano è ricorrente non possiamo non considerarla nella inclusione della nostra key ideale. Dobbiamo stare attenti anche alla Key prominence, la vicinanza della keyword tra titoli, intestazioni, paragrafi rispettando il giusto modellamento dell’ HTML, cosicchè l’espressione mirtillo italiano acquisterà rilevanza agli occhi dei nostri spider. Per generare i meta tag all’ interno delle pagine HTML si può fare una ricerca con generatori di meta tag e salteranno fuori diversi siti come http://www.freeonline.org/tool_metatag_dtml che sono in grado di generare il codice per le nostre pagine. Negli anni novanta i contenuti all’ interno del tag head erano l’unico modo per posizionare un sito, oggi però questi contenuti sono un parametro insignificante per i moderni spider più tarati sulla captazione di una molteplicità di fattori, come la funzionalità di un sito e la buona organizzazione congruente dei contenuti dello stesso. Un difetto di fabbricazione di un sito può avere gravi ripercussioni agli occhi degli spider ed esistono strumenti come https://validator.w3.org/ che individuano le problematiche inerenti. Anche l’accessibilità va rispettata e in rete si possono trovare numerosi siti di controllo a riguardo come per esempio http://wave.webaim.org// . Un occhio di riguardo indirizza social media marketing umbria, indirizzo https://www.farwebdesign.com/socialmediamarketingumbria/social-media-marketing-umbria.html , va prestata poi alla pesantezza delle immagini che risulta essere elemento penalizzante e tutta la struttura deve esse facilmente modificabile con l’apporto dei css. In sintesi i meta tag trascurati risultano essere ben poca cosa rispetto all’ obbligo di costruire pagine web pulite, accessibili e indicizzabili secondo le raccomandazioni del W3C e usare strumenti di controllo come ad esempio il seguente per i CSS per non lasciare malfunzionamenti sulle pagine: https://www.webaccessibile.org/css .

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